Alessandra Hropich: quel coraggio di raccontare che hanno in pochi

La scrittrice Alessandra Hropich si racconta e illustra le proprie opere svelando contesti e concetti che in pochi hanno il coraggio di mettere su carta; come ad esempio Mostri!, un libro di storie vere che racconta la cattiveria ad ogni livello, la perfidia che porta ad avvelenare la vita degli altri sul lavoro, nella vita privata, nelle relazioni.
I Mostri sono persone apparentemente normali, abili nel manipolare gli altri.
A chi crede di individuare un Mostro in una persona vestita male o sgraziata, una sorta di Dracula, beh, dico che non ha capito proprio nulla. I Mostri sono spesso persone in giacca e cravatta,  conta anzi moltissimo il camuffare il proprio vero animo con un vestiario che confonda le idee.
In una società superficiale e sbrigativa come la nostra, è inevitabile il proliferare di Mostri che spesso sono persone sociopatiche o con grandi frustrazioni mai affrontate.
Va detto anche che, spesso, al Mostro interessa più che la propria felicità, distruggere quella degli altri.
Ai Mostri servono poche cose: la loro credibilità, l’altrui fiducia o ingenuità, la possibilità di manipolare gli altri a proprio vantaggio.
Essere scoperti, per i Mostri è devastante, inaccettabile.
La mia esperienza come scrittrice inizia con il libro Quando il Mostro é il proprio padre! Altra storia vera di violenza, abusi consumati, anche in questo caso, da un insospettabile. Una storia venuta alla luce troppo tardi quando ormai la vergogna ha preso il sopravvento.
Essendo io amante delle storie e fatti veri, non mi sono fatta mancare anche un argomento bello e delicato come la felicità: La felicità? Ve la do io! E’ ancora una volta una raccolta di storie vere di persone felici ed infelici.
Ci sono troppi luoghi comuni sulla felicità, tutti vorrebbero vivere felici ma commettono errori grossolani, quotidianamente.

Troppi smettono di vivere davvero abbandonandosi, manca la voglia di sperare, di rinnovarsi, di credere in sé stessi.

La felicità per molti coincide con il lusso, i viaggi e il potere; poi puntualmente scopro che le cose materiali soddisfano solo il bisogno di accaparramento di ognuno e che la felicità non esiste automaticamente nelle case con reddito maggiore. Si dice che i pazzi e i bambini siano felici: io penso che una vena di follia ci voglia in tutto, non si è felici restando seduti ad aspettare che qualcuno ci renda felici, l’immobilismo ci può rendere felici se abbiamo già mille risorse per esserlo.
Ma sapersi emozionare come i bambini per ogni spettacolo della natura, per ogni nuova esperienza, per ogni giorno che il sole sorge e tramonta e per ogni particolare che  cambia, significa già iniziare ad essere felici.
Ciò che conta è il non aspettare che qualcuno ci dia la felicità che deve maturare come un frutto spontaneamente in noi stessi, non possiamo gravare gli altri di un compito tanto oneroso.
Noi siamo direttamente responsabili della nostra felicità o infelicità, non serve cercare colpevoli al di fuori, gli unici colpevoli siamo noi.
Un libro ricco di consigli per ogni storia raccontata, storie tutte divertenti perché non so vivere senza ironia, prima di raccontare qualcosa di qualcuno, ho fatto la radiografia e l’ identikit e la descrizione delle persone, quando è ironica, è davvero ad alto tasso di risate.
Il libro sulla felicità lo definisco come qualcosa capace di rimetterci al mondo, visto che siamo nati ma molti non vivono, vegetano soltanto, in attesa di trovare il modo di essere felici.
Il terzo libro: Vittima di mille ingiustizie!
Si tratta di una raccolta di vicende di bullismo e mobbing conosciute da vicino da mia sorella che ha incontrato la vera cattiveria sin da bambina, in quella età in cui le adolescenti dovrebbero solo studiare, mentre nel libro ci sono racconti che rivelano una natura talmente sporca e malsana che proprio non ha nulla di adolescente.

Chi è  Alessandra Hropich

Sono una laureata in Legge con tesi sul giornalismo. Volevo diventare penalista quando mi resi conto che il giornalismo e la comunicazione in genere mi permetteva di raccontare la realtà mentre la professione forense è abbastanza circoscritta.
Amo la psicologia non intesa come colei che usa paroloni o che vede tutti disturbati ma come indagine del lato oscuro che tutti noi abbiamo e nascondiamo.
Il detto che più considero vero è: “Il più pulito ha la rogna!”
Tutti abbiamo qualcosa da nascondere, tutti abbiamo una personalità almeno doppia, tutti indossiamo una o più maschere quotidianamente.
Talvolta però sono proprio le recite quotidiane di bravo marito, serio dipendente, uomo perbene, che ci fanno non esprimere liberamente la nostra vera natura.
Una frase che mi inorridire è quella di tacere, di non raccontare i lati oscuri delle persone ma, visto che scrivo abitualmente articoli su giornali, e visto che i miei articoli vengono letti fedelmente come il Vangelo, non vedo il motivo per cui non dovrei scrivere.
La scrittura è liberatoria, raccontare i pazzi, gli squilibrati, le persone infelici e felici, i tanti Mostri, per me, rappresenta un vuotare il sacco di quello che è la società tutta.
Società in cui sono normali e perbene, fino a prova contraria. Ecco, molto spesso arrivo io a fornire quella prova che i diretti interessati vorrebbero che io nascondessi.
Nonostante il mio lavoro di scrittrice e di collaboratrice di diversi giornali, mi occupo anche di comunicazione aziendale, unico settore in cui non ho la possibilità di scrivere cose che ogni essere umano nasconde ma è tutta un’altra cosa.

In conclusione: abbiamo a che fare con una persona che ragiona in maniera semplice e salda, preparata e attenta: i suoi libri dimostrano la chiara predisposizione nell’osservare e descrivere un contesto e i personaggi che lo vivono e siamo sicuri di rivederla presto in libreria perché per fortuna la voglia di scrivere non le manca e in un periodo difficile come questo c’è sempre più bisogno di nuove storie e di racconti che sebbene possano essere talvolta forti e difficili da digerire sono forse il lato più sincero della cultura, quando essa descrive la società senza nascondere i suoi lati più oscuri.

Condividi