Arrestata Rackete vestita da pinguino per protesta in foresta: credeva di essere ancora in Italia

PREMI PLAY PER ASCOLTARE L’ARTICOLO

In un paese serio chi monta proteste con lancio di sassi e cerca di sfondare un cordone della polizia, viene arrestato. In un paese diversamente serio, la stessa persona che però stavolta sperona un natante della Guardia di Finanza con una nave di stazza dieci volte superiore, viene accompagnata in centrale e poi rilasciata dopo un piccolo periodo, per “evitare tensioni”.

4 gatti col telefonino che cercano fama in un bosco

L’ultima marchetta in cerca di visibilità di Carola Rackete, alla quale hanno tolto il giocattolo galleggiante con la quale ha dimostrato più di essere una pirata che una salvatrice (con tutto il rispetto per chi salva le persone, chiunque sia, ci mancherebbe).

In un paese serio, dove le foreste crescono di numero e una piccola lingua è necessariamente destinata ad essere elisa in favore di un’arteria stradale non costituisce un problema, ma una soluzione, l’attivismo di 25 persone non è fuori luogo: è illogico.

E’ illogico e di conseguenza dimostra semplicemente la necessità di una nuova “battaglia” per riprendere visibilità, un po’ come la politica becera di soggetti che credono che partendo dalla polemica a tutti i costi si crede di poter ambire a cooptare una certa fetta di un pubblico che ancora non li conosce.

In un paese semiserio invece, c’è gente che dà direttamente fuoco ad un bosco per poi attendere che ci sia la possibilità di usare quel luogo per costruirci sopra, che sebbene ci siano normative in merito, sono le “eccezioni” che poi, un po’ all’italiana, creano i presupposti per la magia che poi di colpo puff! condominio!

In conclusione

Onore e rispetto a chi si prodiga per il proprio prossimo, sia esso a terra che per il mare: le persone in pericolo vanno salvate a priori: saranno poi le regole a stabilire la permanenza o meno, ma le persone in pericolo vanno salvate.

Se salvare le persone deve essere uno strumento di notorietà per fini personali, la cosa diventa indegna. Ci sono tanti eroi veri, uomini e donne sconosciuti al pubblico che su quelle navi (legali o illegali che siano, non sta a me stabilirlo) rischiano davvero la vita e noi non possiamo girarci dall’altra parte, ma il nostro problema arriva quando ogni volta dobbiamo ammettere che le nostre regole non sono adeguate, perché la realtà è questa: non possediamo regole adeguate che permettano di affrontare una emergenza del genere, con l’aggravante del fatto che sono anni e anni che ci confrontiamo, constatiamo la nostra severa carenza e poi ci ripromettiamo di cambiare tutto, delegando il nuovo super eroe che si propone di cambiare tutto nel nome del popolo.

Perché fateci caso, i nuovi messia della politica hanno sempre la stessa parola in bocca: cambiamento. Quando poi, essendo figli politicamente putativi di chi prima di loro ha creato regole “che quasi funzionano”, la loro priorità è di lasciare tutto esattamente com’è, cambiando solo il colore del proprio vestito. E la Rackete non è una protagonista ma un succedaneo di Giovanna d’Arco, sfornata da una società drogata di intrattenimento travestito da informazione e di conseguenza sospinta dagli stessi media per fare della becera notizia. Cosa avrebbe detto il pubblico se quel giorno il finanziere fosse rimasto schiacciato da quello scontro?

Condividi