Aveva ragione la nonna? Attenti al colpo d’aria!

“Non metterti in mezzo alla corrente tra le finestre aperte che prendi il mal di gola!”; “Non uscire sudato che prendi la polmonite!”: quante migliaia di volte e in forme diverse l’avete già sentita nel tempo?

Cambiavano solo alcuni addendi come la location, il modo in cui si interagiva con la stessa ed il tipo di malattia che ci si accingeva a contrarre, ma il risultato era sempre lo stesso: si prendeva il colpo d’aria.

Che sia un torcicollo o un semplice mal di gola o in forma più grave una bronchite forte o un polmonite, per la credenza popolare il colpo d’aria è sempre il colpevole in queste vicende, vuoi per lo shock termico che un flusso d’aria generato da una finestra aperta (perché ovviamente se fuori ci sono 30 gradi la corrente generata da una finestra aperta vi investe a meno 20 in un secondo catapultandovi in Siberia per pochi istanti) o semplicemente correre sudati che fa di voi un corpo in velocità contro un muro d’aria che sempre per colpa della velocità (ossia sui 720-850 chilometri orari a piedi e magari a torso nudo) da caldo diventa troppo freddo e niente…Arriva la malattia.

Arriva una malattia che parte dal mal di gola, immancabile nella sindrome del colpo d’aria ma chi ha esagerato con il tempo di permanenza nel flusso d’aria canalizzata può anche arrivare ad avere la polmonite e in alcuni casi: “ti ricordi il nipote del vicino che è morto?”; nipote del vicino probabilmente inesistente ma la nonna nella sua infinita saggezza sapeva che i bambini sono irresponsabili soprattutto nei momenti di divertimento e quindi l’unico modo per frenarli era di incutere in loro la paura con leggende messe su per alimentare altre leggende, facendoli crescere con la consapevolezza di un qualcosa che però, amore protettivo della nonna a parte, non è mai esistito davvero.

Il colpo d’aria è una leggenda metropolitana molto antica, forse una delle più antiche e ancora forte in tante persone, una sorta di certezza non scritta e della quale non serve nemmeno documentarsi: il colpo d’aria esiste e basta!

Il mito del colpo d’aria

Rappresentazione del classico colpo d’aria: mano sul petto e colpo di tosse, come fosse una sorta di giuramento

Quando vi trovate, sopratutto in estate, a fare i conti con un raffreddore improvviso o sentirsi avvolti dai brividi di una febbre o cominciare a tossire in preda al catarro, insomma quando siete raffreddati o molto raffreddati: quello nell’immaginario collettivo è il colpo d’aria che solitamente dura un giorno o due o anche una settimana e c’è chi lo ha più volte in estate.

Alcuni osservano mal di schiena, altri arrivano anche ad avere un otite o un indolenzimento del cuoio capelluto.

Le ragioni nella fantasia sono dovute alle correnti d’aria, quindi potenzialmente un pescatore o una persona che vive in collina dovrebbe esserne un obiettivo perfetto, alla stregua di un povero macellaio con la polmonite da frigoriferi.

Insomma, se esistesse davvero il colpo d’aria, la popolazione mondiale non avrebbe queste cifre.

Riponete i portafortuna e i luoghi comuni

E’ ovvio che se vi sparate in faccia l’aria condizionata oltre alla bella sensazione può arrivare anche una paresi facciale

Cosa accade davvero quando avete caldo e vi sottoponete ad una sessione di aria condizionata ai gradi più bassi possibili sperando di avere la potenza di un frigorifero da macellaio o accendete un ventilatore fantasticando di avere in casa una turbina di un aereo di linea?

E’ semplice: il freddo prolungato e puntato direttamente sul corpo raffredda le vie respiratorie, stimolando di conseguenza una irritazione che si trasforma in breve tempo in infiammazione, la quale poi, apre la strada alle infezioni più disparate: se viene un raffreddore o un mal di gola o una vagonata di catarro senza capire il perché, scoprirete facilmente da soli che solo riflettendo sui giorni passati vi darà la possibilità di individuare la motivazione, ossia il fatto di essere stati esposti per troppo tempo non all’aria fresca ma all’aria troppo fredda. Tutto questo vi farà comprendere che la parola “colpo d’aria” è un modo colloquiale di aver esagerato con il freddo, soprattutto di origine chimica, come ad esempio il freon.

Esattamente come in inverno ci si ammala e si dà la colpa al freddo e poi, tutti, fanno lo stesso errore per cercare di evitare l’aggravarsi della situazione: chiudono le finestre. E lasciano pertanto batteri e virus (perché sono questi che ci fanno ammalare) nello stesso luogo in cui hanno infettato l’organismo, quando invece arieggiare la casa costituisce una sicurezza in più per via del riciclo di aria.

Colpo d’aria e colpo di freddo non sono la stessa cosa

Entrare in un posto molto freddo e farlo di colpo, senza dare un minimo di tempo all’organismo di adattarsi al nuovo luogo, sì, questo può essere pericoloso.

Dalla congestione ad una vera e propria sincope, il colpo di freddo è un altro demone in agguato fra quella linea immaginaria che comprendere i due fronti: un caldo esasperato fuori e un freddo esagerato dentro.

Anche l’auto è un generatore di problemi: spararsi in faccia il climatizzatore a tutta forza con la scusa di aver lasciato la vettura sotto il sole, non solo può farci ammalare ma anche crearci una condizione che si chiama paresi facciale, che in alcuni non va nemmeno più via. La paresi facciale arriva o per un colpo di freddo devastante o per una infiammazione virale: ossia tutte e due le cause di una esposizione a certi dispositivi che andrebbero usati con parsimonia.

Harrison Ford e la sua padronanza nell’espressione: anche se in maniera scherzosa, una paresi facciale può provocare una condizione del genere che però dura molto a lungo

Il colpo di freddo è comunque una condizione pressoché immediata e per la quale si necessita molta attenzione quando si varca la soglia di una qualsiasi struttura pubblica o privata che sia, mentre il “colpo d’aria” parte da più lontano e quando arriva si rimane interdetti perché non se ne comprendono immediatamente le ragioni, che risiedono, come detto in precedenza, in una condizione infettiva.

Ora sappiamo, dunque, che il colpo d’aria non esiste: c’è sempre una carica infettiva dietro l’angolo; se cediamo il fianco raffreddandoci ci accade esattamente quello che si manifesta d’inverno, ma con 40 gradi fuori.

Siate cauti e riscaldatevi bene prima di un allenamento: per i muscoli freddi il colpo d’aria vale.

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