Come differenziarsi nella differenziata? Con la pazienza

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Gli imballaggi ancora troppo misti, le regole che cambiano da un Comune all’altro, il dubbio e la paura di una multa. Tutto questo porta il cittadino a riciclare talvolta senza riuscire a comprendere, sbagliando.

E il paradosso consta nel fatto che l’aumento della raccolta differenziata è direttamente proporzionale all’aumento di componenti non riciclabili.

Tutto ciò ci porta a capire che l’industria non era pronta e non lo sarà ancora per lungo tempo, dato che fino ad ora, degli 80 miliardi di tonnellate che abbiamo prodotto in 60 anni, la percentuale di riciclo è pari al solo 15%.

Passiamo quindi in rassegna gli errori più comuni e quello che si dovrebbe sapere quando si ha in mano un oggetto e non si sa come smaltirlo, scoprendo che in tanti casi abbiamo sempre sbagliato e in altri anche leggendo come fare, abbiamo sbagliato di nuovo. In buona fede.

cartoni pizza: vanno nella indifferenziata non nella carta: nella carta può andare solo la porzione pulita, il resto che non possiamo pulire è indifferenziato mentre il contenuto ossia l’alimento avanzato, nell’umido

i capelli e i peli degli animali sono da controllare sul regolamento del proprio comune, in quanto alcuni Comuni indicano i rifiuti indifferenziati, altri l’umido. Certo è che non vanno dove in molti pensano, mentre premono il tasto per far scendere l’acqua;

bottiglia di plastica pet: va nella plastica ma attenzione: appiattita in maniera longitudinale e non accartocciata;

specchi e ceramiche: le tazzine per il caffè e gli specchi rotti non possono essere riciclati e vanno quindi in indifferenziata;

lampadine: sono considerate RAEE, ossia Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e nel caso specifico classificate come R5, ossia sorgenti luminose (tubi fluorescenti, lampade fluorescenti compatte, lampade a scarica ad alta intensità, comprese lampade a vapori di sodio ad alta pressione e lampade ad alogenuri metallici, lampade a vapori di sodio a bassa pressione, lampade a Led). Devono essere consegnate presso i centri di raccolta comunali, le cosiddette isole ecologiche o in alternativa al rivenditore.

bicchieri: i bicchieri non sono realmente in vetro ma costituiti in una forma chimica come il Pyrex che non li rende riciclabili, quelli di cristallo contengono anche piombo (che conferisce la brillantezza) e non vanno nel vetro ma nella indifferenziata o in alternativa regolarsi sulle linee guida del proprio Comune per verificare se ci sia la necessità di recarsi all’ecocentro;

bottiglie e barattoli: essendo in “sodico-calcico”, sono considerati come imballaggio e possono quindi andare nel vetro;

gli scontrini: sono creati con carta chimica, non vanno gettati nella carta. allo stesso modo la carta carbone e quella per i fax;

polistirolo: quello per imballaggi nella indifferenziata, mentre quello per alimenti nella plastica;

i giocattoli di plastica, le penne biro e i pennarelli in genere, sebbene siano stati costruiti con la plastica, non vanno conferiti nel mastello della plastica ma in quello della indifferenziata;

i tovaglioli e i fazzoletti sporchi vanno nell’umido in quanto riescono a decomporsi ed essere successivamente riciclati sotto forma di concime;

batterie: di qualsiasi tipologia siano, dalla forma alla composizione, devono essere smaltite unicamente nei punti di raccolta deputati;

vasetti yogurt: andrebbe lavato prima di gettarlo nella plastica, mentre la linguetta in alluminio, anch’essa lavata, riposta nel contenitore per l’alluminio;

sacchetto del caffè: essendo un poliaccoppiato, l’unico modo per comprendere quale sia il suo contenitore di appartenenza è di tentare di accartocciarlo: se rimane accartocciato, ha una prevalenza di alluminio e di conseguenza andrebbe gettato nel contenitore dell’alluminio; al contrario, se tende a tornare alla sua forma originale, significa che la sua prevalenza strutturale è in plastica e il suo posto è quindi il contenitore della plastica;

alluminio: è riciclabile e in alcuni comuni è nello stesso contenitore della plastica e in altri è in quello del vetro;

le bombolette spry in alluminio: come prima cosa bisognerebbe privarli dei suoi componenti in plastica che seguono una strada diversa, l’attenzione poi va rivolta alla dicitura sul retro: se ci sono simboli che ne attestino la pericolosità come ad esempio sostanza nociva o infiammabile, la bomboletta deve essere conferita negli appositi contenitori recanti la dicitura RUP ( rifiuti urbani pericolosi);

olio: assolutamente mai disperderlo nel lavandino ma smaltirlo negli appositi contenitori: un litro di olio può contaminare fino a un milione di litri di acqua non rendendo possibile la potabilità;

cosmetici: anche il contenuto di un semplice lucidalabbra può contenere una sostanza petrolchimica in grado di contaminare falde acquifere che poi rientrano in casa sotto forma di acqua potabile. Per questa tipologia sarebbe bene contattare l’ente e chiedere, a seconda del prodotto, se è il caso che vengano loro a prenderlo o consigliarvi per il meglio;

tubetti creme: la crema solare o quella corpo in generale, ha la sua posizione nella indifferenziata mentre i tubetti del dentifricio, essendo in plastica o alluminio, si dirigono verso i contenitori per l’una o per l’altra composizione. Nella raccolta a domicilio potrebbe essere necessario inserirla nella indifferenziata, quindi chiedere all’operatore prima di smaltire;

flaconi detersivo: le confezioni vuote che contenevano prodotti come bagnoschiuma, sapone, shampoo e detersivi o altre sostanze utilizzate per l’igiene della casa come candeggina, ammoniaca e alcool, possono essere cestinati nel contenitore della plastica

fotografie: non sono riciclabili, quindi cassonetto indifferenziato.

tetrapak: creato negli anni 50 in Svezia, il tetrapak è un mix fra carta, alluminio e polietilene, grazie al quale rende la confezione completamente impenetrabile e di conseguenza senza aria nonché isolato dal resto dell’ambiente. Generalmente in tetrapak sono le classiche confezioni del latte e dei succhi: vanno inserite nei contenitori della carta (previo altre indicazioni che potrebbero variare da comune a comune), possibilmente schiacciate e separate dai tappi che solitamente sono in plastica.

Sabbietta del gatto: premettendo che gli escrementi vanno separati dalla sabbietta e gettati nell’umido/organico, qualora nella confezione sia menzionata la dicitura compostabile, in questo caso si può gettare il tutto nell’umido/organico senza dover separare le feci dalla lettiera.

Fondamentalmente i materiale impiegati per i granuli della sabbietta sono minerali o artificiali, per cui ciò che non è compostabile necessita di essere gettato nel secco/indifferenziato. Quello che poi di fatto è biodegradabile, ad onor del vero, potrebbe essere smaltito anche direttamente nello scarico del bagno, ma essendo molti i casi di intasamento non rappresenta una scelta conveniente.

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