Funivia Mottarone, i freni erano manomessi: 3 arresti

Il sistema frenante era stato disinserito perché interferiva con il sistema che trainava la cabina. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti è questa la causa della sciagura costata la vita a 14 persone.

Il forchettone

Il problema del freno che bloccava il sistema avrebbe richiesto un tempo di riparazione troppo lungo e nel quale ovviamente l’impianto sarebbe dovuto rimanere chiuso. Per evitare quindi lo stop dell’impianto e quindi un incasso pari a zero, la decisione di è caduta sul disinserire il sistema frenante attraverso “il forchettone”, uno strumento che si pone alle estremità delle ganasce e che le blocca. Certi che tutto sommato la fune che traina la cabina non si sarebbe mai potuta spezzare, si sarebbe poi proceduto a tenere l’impianto in funzione fino a probabilmente la fine della stagione, procedendo poi al completo restauro dell’impianto.

Invece le cose non sono andate così: la fune trainante si è spezzata e sebbene la dinamica per la quale poi la cabina è precipitata è ancora in corso di accertamento, l’ipotesi si focalizza sul fatto che quando la fune che traina si è rotta, la cabina non essendo in grado di fermarsi in emergenza è scivolata all’indietro prendendo sempre più velocità e andando a scontrarsi con un pilone, dallo scontro i binari si sono staccati dalla fune di sicurezza e la cabina è caduta uccidendo gli occupanti.

Ammettono le loro responsabilità

I tre arrestati, il caposervizio impianto, il direttore d’esercizio e il gestore stesso, hanno ammesso le loro responsabilità sul fatto che era già da un mese che l’impianto procedeva in quella modalità e per evitare disservizi continui hanno optato per la scelta di bloccare quei freni di emergenza che rallentando in continuazione la cabina, tendevano a mandare in blocco tutto il sistema.

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