Lega: commercialisti arrestati per accordo corruttivo

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“Una spiccata capacità organizzativa”, “un perfetto riparto dei compiti” e “potenzialità operative”. Il gip di Milano Giulio Fanales non ha dubbi circa le caratteristiche dei tre commercialisti leghisti, sottoposti ad arresti domiciliari, come misura cautelare, in quanto potrebbero commettere nuovamente “delitti della stessa specie”o inquinare le prove.

Partita dall’indagine della Guardia di Finanza, un nuovo momento buio si abbatte sulla Lega e di conseguenza su Salvini che sostiene che la cosa “si risolverà nel nulla” e dove lo scenario è rappresentato da un accordo collusivo creato dai tre indagati: Alberto Di Rubba, Michele Scillieri e Andrea Manzoni.

In pratica è la classica modalità dei cassetti cinesi: il capannone è stato ceduto in maniera fittizia per 400mila euro dalla Andromeda alla Paloschi e poi rivenduto a 800 mila euro dalla Andromeda alla Film Commission, dove a presiedere era proprio uno dei commercialisti della Lega. Al tutto va aggiunto che si desume che i liquidi erogati per la ristrutturazione siano quelli della regione lombardia.

Fermato a luglio anche il prestanome del commercialista Scillieri che prima di fuggire in Brasile ha affermato che La Paloschi è una società chiusa e che l’intenzione era di non caricare liquidità per evitare che Equitalia se ne appropriasse.

Sembra che, sulla base delle intercettazioni, i tre commercialisti abbiano evitato di versare i 400 mila euro alla società che ha venduto l’immobile e trasversalmente aggirato il fisco, mentre 301 mila euro sono state “dirottate” su una linea di 19 assegni emessi dallo stesso prestanome alla Fidirev, una fiduciaria.

PIER MARCO TACCA VIA GETTY IMAGES

E da quel momento in poi il tragitto è tanto breve quanto scontato: Svizzera.

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