OMS ritratta sugli asintomatici

In seguito alle dichiarazioni di Van Kerkhove, la responsabile del team tecnico OMS che hanno diviso gli scienziati di tutto il mondo, dopo 5 giorni lo stesso torna sui propri passi parlando di un semplice fraintendimento.

Le precedenti dichiarazioni

Nel contesto del rapporto “Advice on the use of masks in the context of COVID-19”, il risultato dimostrava, attraverso le protezioni appropriate e le app di contact tracing, che i soggetti asintomatici avevano rare possibilità di poter infettare soggetti sani rispetto a chi aveva già sviluppato i sintomi e tutto questo principalmente perché le famigerate goccioline non avrebbero una carica infettiva così potente da infettare persone durante un colloquio o un colpo di tosse.

Le nuove dichiarazioni

In seguito a numerose richieste di chiarimento, Van Kerkhove torna sui suoi passi specificando che il rapporto era commisurato, per ora, ai pochi dati di cui l’OMS è in possesso e che comunque quello che aveva detto è stato decontestualizzato e impropriamente interpretato come una posizione ufficiale dell’OMS stesso, quando invece era una parte di risposta a dei giornalisti.

In definitiva

Insomma è stato un fraintendimento: dire molto raro che un asintomatico possa infettare qualcuno non corrisponde alla rarità di un asintomatico che può infettare qualcuno, sopratutto se il riferimento proviene da pochi studi pubblicati, quindi rari anche loro.

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