Quando è dannatamente falso ma ferocemente vero, si chiama satira?

Preparatevi a prendervi un po’ di tempo, se avete da fare qualcosa di importante tornate solo quando siete davvero liberi: oggi studiamo insieme e faremo tardi. E ne varrà la pena.

Osservate queste foto, catturate ogni particolare e imprimetelo nella mente:

Ora guardate questo video:

Bene, avete certamente capito che abbiamo a che fare con un fenomeno virale di proporzioni elevate: parliamo di centinaia di video e articoli, non abbiamo a che fare con il solito malato che chiama in diretta in tv per dire che è morto qualcuno famoso o l’ennesimo audio virale che si inventa qualcosa per la quale molti dicono “non è vero ma mi indigno lo stesso”, frase per la quale fra l’altro le due parti si declinano a vicenda.

A priori sembrerebbe chiaro che si abbia davanti un mitomane, quindi una persona affetta da una qualche patologia e va da sé che chiedersi il perché faccia questi video sarebbe la domanda più banale da porsi: e invece in questo caso è la più intelligente.

Immagina un futuro dove chi crea fake news diventi indirettamente il garante delle notizie vere

Molti di noi non sapevano che esiste una persona capace di creare notizie false, dire che sono false e al contempo farsi dire che dice notizie false direttamente sulla sua stessa pagina con migliaia di follower: guardate i commenti, dove c’è gente che lo acclama ed altre persone che lo minacciano e dove ho trovato anche persone che lo acclamano in alcuni post e lo minacciano in altri. Sono tutti impazziti o c’è qualcosa che non torna?

Ma per capire bene non dobbiamo partire da lui, bensì da noi.

Dai Bias della Prima Impressione dove scopri di avere pregiudizi inconsci all’effetto Dunning-Kruger, in cui ti autovaluti un esperto e invece sei solo una capra

Ridiamoci su: abbiamo dei pregiudizi innati, un po’ dati dall’estrazione socio-culturale e un po’ dalla convenienza. Quando ad esempio qualcuno ci dice io “non giudico” mente sapendo di mentire: noi giudichiamo e lo facciamo più volte al giorno, ma lo fanno anche gli altri non dubitate.

Le immagini ed il video mostrati, ad esempio, cosa vi hanno trasmesso? Che emozioni avete provato quando con fare assertivo il personaggio argomentava le sue motivazioni?

Quando osservate una immagine o leggete una notizia, quando avete davanti una persona che non si conosce, sia essa fisica o in un video, le reazioni possono essere molteplici: dal titolo della notizia al modo di sorridere della persona, dai colori dell’immagine al tono della voce, tutto si fa intenso e nel nostro intimo il cervello ordina le sue logiche e restituisce un giudizio, o un pregiudizio, e nel caso di un articolo scritto un sottinteso sapiente con noi stessi dove la nostra testa a priori crede di sapere cosa sia giusto o sbagliato.

Ma perché se vediamo una persona che dice cose senza senso, in alcuni di noi scatta la molla del condividere con altri una cosa che tutto sommato sappiamo già in partenza che potrebbe non essere possibile? E qui arrivano particolari procedimenti mentali che ce lo spiegano:

La leva della curiosità in primis: siamo attratti, che lo vogliamo oppure no, da ciò che è misterioso: il travestimento studiato e ripetuto nei suoi video ci incuriosiscono, anche se lo vediamo in diverse situazioni e sappiamo che è sempre lui.

La leva della novità dove mettere sul tavolo qualcosa di raro o addirittura mai visto sbaraglia l’eventuale concorrenza.

E poi interviene tutto ciò che è fortemente inconscio:

First Impression Bias (pregiudizio per la prima impressione): cioè quegli errori di valutazione mentali legati al mere apparenze fisiche, come ad esempio il

Good Looking People Bias ove siamo portati a giudicare in maniera positiva le persone carine come se nella nostra testa ci sia una correlazione diretta tra la bellezza e la competenza in un dato campo.

Emotional Bias: il pregiudizio emozionale dove si giudica con la pancia una persona da alcune caratteristiche fisiche e questo accade perché quelle stesse caratteristiche potrebbero rievocare in noi dei trascorsi emotivi negativi o positivi (se ad esempio vi ha inseguito un fabbro col martello in mano difficilmente potrete fare amicizia con un fabbro in futuro) e in questo caso specifico chi è travestito non ha il problema di preoccuparsi delle proprie apparenze.

Al tutto aggiungiamo infine, l’effetto Dunning-Kruger, dove quando non siamo esperti in una data materia, siamo conseguentemente incapaci di riconoscere i nostri limiti e tendiamo quindi a sopravvalutarci, sbagliando la valutazione.

Insomma, ora avete capito certamente perché Wanna Marchi sia riuscita a vendere tonnellate di sale sciolto in bicchieri a cifre imbarazzanti e mi fa sorridere chi dice che non ci sarebbe mai cascato, mentre poi ogni giorno si legge l’oroscopo la mattina a colazione.

Gian Marco Saolini: creatore di bufale o satirico irriverente?

Dal 2012 ad oggi: il senatore Cirenga, uomo della scorta di Saviano, marinaio licenziato della ong Aquarius, agente interpol che ha arrestato Battisti capo ultras che cambia squadra, paziente zero del coronavirus che chiede scusa agli italiani, operaio fiat licenziato, tecnico che installa antenne 5g, Iena, regista, il poliziotto di Silvia Romano, vincitore del superenalotto che dona soldi, il barista milanese del naviglio che ce l’ha con quelli del sud e poi il napoletano che mangia la pizza e gli risponde, venditore di amuchina allungata con l’acqua, imam di una moschea di Roma, ausiliario che fa le multe a chi è in quarantena, spacciatore tunisino, collaboratore licenziato direttamente dal Presidente, operaio che per errore incendia il Notre Dame a Parigi e tanti altri ruoli che ha impersonato e che sicuramente avete visto girare in rete ma probabilmente non ricordate.

Compare un po’ dappertutto: radio, televisioni, video e notizie e lo fa da tanto tempo.

E’ chiaramente in possesso di una ottima padronanza in strategia della comunicazione, è un trasformista e riesce anche a parlare con accenti diversi: in altre parole, sa quello che sta facendo, e lo fa bene. E’ presente con la sua pagina ufficiale di Facebook e altre due pagine di supporto: Fonte Verificata e Corriere del corsaro e di queste tre pagine esistono anche i corrispettivi siti web.

Le sue premesse

Il messaggio contenuto in footer (la parte inferiore) sui suoi siti internet non lascia scampo al dubbio:

“è un portale di informazione satirico e irriverente” “con lo scopo di far sorridere i

proprio lettori ironizzando, spesso anche in maniera dura e insolente, su fatti attuali e luoghi comuni del paronama mediatico mondiale” oppure “Svegliati, apri gli occhi, verifica le informazioni e non abboccare ad ogni cosa, non aspettare passivamente che qualcuno ti dica cosa è vero e cosa è falso. Per cortesia, se prendi per vere le notizie su questo sito almeno abbi l’onestà intellettuale di rinunciare al diritto di voto.”

Quindi, costui crea fake news oppure fa satira? Una satira discutibile? Geniale? Becera?

Ovviamente non sta a me commentare: esattamente come lo stesso effetto che mi provoca Giorgio Montanini, in alcuni video mi ha fatto ridere ed in altri mi ha fatto indignare ed in altri ancora mi sono indignato con me stesso per il fatto di aver riso su cose da indignarsi, e questo fa di me non un colpevole ma anche un non innocente e di conseguenza se lui ha torto in partenza io non ho ragione a priori e la satira, esasperata come ad esempio può essere la stand up comedy, crea situazioni molto imbrazzanti dove ridere potrebbe essere un peccato e l’abilità del commediante è proprio di portarti a farlo e poi metterti in imbarazzo per averlo fatto. Un po’ come la vita che prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione.

E la frase molto intelligente sulla sua pagina facebook ufficiale riassume perfettamente il concetto: Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. Insomma, se ridete vi beccate la morale, se non ridete vi beccate la morale, e nel mezzo c’è la gente che non ha compreso e non ha ancora la possibilità, quindi, di schierarsi da nessuna delle due parti. Che mi piaccia oppure no e che vi piaccia oppure no, dobbiamo avere l’onestà intellettuale di ammettere la grande intelligenza di questa persona.

L’analisi di un vero esperto

A dimostrazione del fatto che Saolini è già stato intervistato a più riprese, la trasmissione televisiva che lo ha messo più a fuoco di tutte è stata senza dubbio “Italia sì” e per ironia della sorte, esattamente un anno fa: il 18 di maggio 2019. Ascoltate con attenzione perché il contenuto di questo video vi farà comprendere tante cose importanti:

L’esperto che ci spiega in maniera semplice ed efficace è il professor Stefano Epifani, che in questa vicenda rappresenta la chiave di lettura del contesto, in quanto la sua professionalità e soprattutto la precisione nel comprendere cosa sia il web sotto il punto di vista della comunicazione e di conseguenza anche il lato oscuro stesso della comunicazione fanno di lui uno dei migliori alleati dell’informazione e sicuramente uno dei più indicati a guidare il cosiddetto processo di trasformazione digitale che ancora oggi, come abbiamo notato, ha molte problematiche in tanti settori.

Chi è il professor Stefano Epifani

Professore in tecnologie applicate alla comunicazione all’Università La Sapienza, ad Urbino e trascorsi di insegnamento in Germania ed America Latina ed attuale presidente della Digital Trasformation Institute, creato appositamente nel 2016 come istituto di ricerca nella tematica della trasformazione digitale ha dato consulenze per organismi di grande calibro come l’ENEA Ancitel e le stesse Poste Italiane. E’ attualmente advisor per le Nazioni Unite sugli impatti della digital transformation nella gestione dei processi di sviluppo urbano sostenibile e le sue compartecipazioni ad eventi e interviste sono innumerevoli e nelle quali posato e preciso illustra in maniera digeribile quanto accade e come sta accadendo.

Oltre a centinaia di pubblicazioni ufficiali ha scritto un libro molto importante: sostenibilità digitale, unanimemente riconosciuto dalla critica come “necessario e concreto”.

Insomma uno di quegli esempi di eccellenza italiana che non molti conoscono ma che poi acclamano quando gli altri ce li rubano in quanto certe volte la politica non riesce a comprendere che talvolta sarebbe meglio preferire la competenza rispetto alla visibilità.

Ebbene, invochiamo tanto la scienza per smascherare la disinformazione e la scienza infine è arrivata: il professore ha definito Saolini un performer e questo può essere opinabile solo da chi non vuole comprendere la sua lezione (rivedere più su l’effetto Dunning Kruger).

E fra l’altro, cosa da non sottovalutare, la spiegazione del professore ha convinto anche Maurizio Umberto Egidio Coruzzi in arte Platinette, storico opinionista difficile da convincere del contrario ma che in questo evento così complesso, da persona intelligente qual è si è rimesso in discussione. Ora quindi sappiamo ufficialmente chi è Gian Marco Saolini.

Questo è un business?

Da questo modus operandi pertanto, la monetizzazione avviene attraverso le pubblicità sui suoi siti, le donazioni degli utenti e tutti gli ingaggi di eventi e pubbliche relazioni ivi compresa la sua musica e presumibilmente i cachet in alcuni suoi interventi televisivi. Sostanzialmente è, per quanto possa essere dubbia e controversa la situazione per alcuni, una carriera artistica a tutti gli effetti e con un seguito di centomila persone ufficiali.

Ognuno per sé, quindi, trarrà le proprie conclusioni, ma studiando tutto il materiale che ha prodotto, una frase che io credo sia, a torto o ragione degna di nota, l’ho trovata:

“In tempi di quarantena usciamo di casa per filmare chi esce di casa” e questo mi ricorda tanto quando uno dice all’altro <<ma che ci facevi su facebook alle 4 del mattino>> e l’altro gli risponde <<e tu come lo sai?>> cosa che fa sorridere vero però anche riflettere.

Bene, ora che avete preso coscienza, che siete sufficientemente edotti, arriva qualcosa difficile da digerire ma che, concetto dopo concetto, vi restituirà una serenità che forse in un modo o nell’altro stavate già cercando.

Che ci crediate o no, il grande fratello in realtà siete voi

Abbiamo sempre sospettato di avere intorno a noi una sorta di grande fratello che ci controlla, e abbiamo sempre sbagliato: quello che facciamo nel mentre apriamo le mail, guardiamo le pubblicità, scriviamo nel campo di ricerca di google o acquistiamo online, non fa altro che alimentare uno o più algoritmi che vanno a profilare un personaggio che non esiste nella realtà ma che in rete è tale e quale a noi.

Come ha spiegato il professore, si chiama digital twin, tradotto in italiano il gemello digitale, del quale condivide con noi tutte le nostre scelte, le nostre preferenze ed il modo di relazionarsi con l’ambiente che ci circonda.

“diventa una copia talmente fedele dell’utente, che tutto sommato non serve nemmeno più continuare a controllarlo”

Quando andate a correre ed avete il gps attivo e poi vi fermate per prendere fiato e date uno sguardo veloce allo smartphone e vi colpisce una pubblicità che non avete mai visto: l’algoritmo sa che sotto sforzo e in una giornata tendenzialmente di sole, la concentrazione può anche distogliersi dall’allenamento se incontrate un paio di scarpe bianche e blu ad un prezzo particolare. Ci sono addirittura statistiche che mettono in correlazione anche la forma fisica di una cassiera e il numero della cassa stessa ed il numero di clienti se cambia quando la cassiera non è al suo solito numero ma ad un altro. Sono tantissimi i dati trattati in questo mondo, appunto, dei dati e dei profili che li generano “inconsapevolmente”.

Non terrorizzatevi però, non c’è nessuno dall’altro capo del mondo che si sta riunendo con altri tipi loschi per decidere della vostra vita o guardare cosa andate a vedere su internet o addirittura leggere i vostri messaggi: la realtà è che a nessuno interessa di nessuno, ma l’algoritmo è creato per profilare utenti e veicolarli verso un acquisto concreto e più cercherete di stare all’ombra della vostra privacy, più l’intelligenza artificiale andrà a scavare, curiosa, per riuscire a trovare anche una minima informazione per poter monetizzare.

Questa non è una cospirazione, è semplicemente marketing.

In conclusione, che fare

In seguito a quanto compreso, sarebbe bene ricordare che è inutile lamentarsi della scarsa privacy quando poi, in fase di registrazione ad esempio ad un social network, si accettano le condizioni senza nemmeno leggerle.

Fare una foto ad una pietanza al ristorante ad esempio, attiva anche il riconoscimento della stessa (ad esempio provate ad andare su google lens e scattate una foto) che vi profila in futuro su quelli che possono essere i vostri gusti e inviarvi una serie di pubblicità mirate.

Tutto quello che facciamo in rete, fondamentalmente, viene inserito nel profilo virtuale della vostra persona: il modo identifica l’individuo e di conseguenza il web si regola trapuntando su di voi tutto quello che si crede si abbia la necessità, per il vostro bene e delle aziende che pagano per possedere non voi, ma i vostri soldi.

E poi ci sono le fake news che hanno un ruolo ben preciso in questo sistema: basta un click, anche solo per curiosità e la storia riparte, con attori e scenari differenti, ma con gli stessi copioni di sempre.

Come asserisce anche il professore, il problema non deriva da un personaggio che fra l’altro vi dice anche chi è e che cosa fa, ma da una rete di utenti che non si manifestano: ossia quelli che riprendono il video e lo fanno circolare con ben altre intenzioni: lì si che c’è da preoccuparsi.

Sereni quindi, non c’è qualcosa dalla quale nascondersi e non è in atto una cospirazione mondiale, pensate che anche una quarantina di anni fa c’era un altro tipo di algoritmo che vi profilava esattamente come oggi, secondo i vostri gusti e la tendenza sociale: ma non si chiamava google, erano semplicemente i parrucchieri, i macellai, i baristi, i pensionati in piazza et cetera et cetera et cetera.

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