Russia: arresta cinquemila manifestanti ed espelle tre diplomatici europei

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La Russia ha ufficializzato l’espulsione di diplomatici europei: svedese, polacco e tedesco, sostenendo l’accusa di aver partecipato a recenti proteste illegali per il caso Navalny, condannato a 3 anni e 5 mesi, pena ridotta a 2 anni e 5 mesi da scontare in una colonia penale.

Il Cremlino: persone non gradite

Il ministero degli Esteri russo ha affermato in una nota che i diplomatici sono stati dichiarati “persone non gradite” a causa della loro partecipazione a una manifestazione del 23 gennaio “incompatibile con il loro status diplomatico”. La dichiarazione non ha realmente identificato le proteste, ma proprio in quel dato giorno si sono svolte manifestazioni per chiedere il rilascio del leader dell’opposizione russa in carcere Alexei Navalny.

La reazione europea

Secondo Reuters , il ministero degli esteri svedese ha respinto l’accusa sul proprio diplomatico ed il ministero degli esteri polacco ha dichiarato di aver convocato e informato l’ambasciatore russo che il diplomatico polacco “svolgeva solo compiti ufficiali” relativi al loro status diplomatico e in conformità con la Convenzione di Vienna.

Anche il cancelliere tedesco Angela Merkel ha condannato l’espulsione, che Reuters ha riportato durante una videoconferenza congiunta su difesa e sicurezza unitamente al presidente francese Emmanuel Macron.

“Riteniamo che questa espulsione sia ingiustificata”, ha detto la Merkel ai giornalisti dopo l’incontro ed anche Macron ha denunciato la mossa russa, affermando di essere solidale con i tre paesi coinvolti.

I diplomatici di Svezia e Polonia hanno sede nei consolati dei loro paesi a San Pietroburgo, mentre il diplomatico tedesco è assegnato alla loro ambasciata di Mosca. La Russia ha detto di aver ordinato a tutti e tre di lasciare rapidamente il paese.

Circostanze particolari in un contesto difficile

Le espulsioni sono arrivate proprio in concomitanza del colloquio a Mosca fra il capo della politica estera dell’Unione Europea, Josep Borrell, e i leader russi per il caso Navalny e le preoccupazioni dell’Europa occidentale per la sua condanna ed il relativo trattamento.

“Ho condannato fermamente questa decisione e respinto le accuse secondo cui hanno condotto attività incompatibili con il loro status di diplomatici stranieri”, ha affermato Borrell; “La decisione dovrebbe essere riconsiderata. Ho sottolineato l’unità e la solidarietà dell’Unione europea con gli Stati membri interessati”.

A gettare benzina sul fuoco, la morte improvvisa di Sergey Maximishin Valentinovich , considerato uno dei migliori medici dell’ospedale russo di Omsk al quale fu affidato Navalny subito dopo il suo avvelenamento. Evidenziato da tutte le testate giornalistiche mondiali, le dichiarazioni stampa dell’ospedale non menzionavano le cause del decesso, precisate poi in una nota del ministero della salute russo: infarto.

Le espulsioni segnano un ulteriore peggioramento delle relazioni fra Europa e Russia, che Borrell ha descritto come “a un punto basso” dopo la prigionia di Navalny, la successiva morte del suo dottore e lo stato di alto disordine che ci riportano alla memoria il passato sovietico dove tutto veniva represso dall’esercito.

Borrell è un ottimo diplomatico

L’Europa, seppur partner della Russia in tante modalità ed affari, passa così da partner a rivale in un momento critico, come evidenzia Borrell, ma che aggiunge inoltre, da buon professionista della diplomazia sempre incline all’apertura: “E nonostante le nostre differenze, costruire un muro di silenzio non è un’opzione”.

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