“Scusa mamma, ho paura dell’uomo nero”: 11 anni, si getta dal balcone

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Indagine della procura di Napoli sul suicidio di un bambino di 11 anni.

Il sospetto degli inquirenti è sulla possibilità che il ragazzo sia stato coinvolto in un un grave evento di bullismo o in una cosiddetta “challenge dell’orrore online”, una sorta di sfida che sfocia sovente in episodi di autolesionismo dove in rete si dimostrano le prove effettuate e, probabilmente terrorizzato da un eventuale “punizione”, ha scelto il gesto estremo per fuggire da un qualcosa che reputava più grande di lui a tal punto da determinare la fine della sua esistenza.

Prima di lanciarsi nel vuoto e ricadere in un ballatoio dello stesso stabile, il bambino ha lasciato una lettera di scuse indirizzata alla madre.

Sia lo smartphone che il tablet sono stati sequestrati alla ricerca di elementi che possano ricondurre alla fonte, sperando di poter identificare l’autore o gli autori che hanno in qualche modo istigato al suicidio questo povero bambino.

Questo tragico evento richiama ancora una volta la necessità di vigilare sulle piccole menti di giovani internauti, le quali, a rischio manipolazione, spingono persone di tutte le età ma sopratutto le più giovani in contesti che talvolta dirigono verso una strada senza possibilità di un intervento che possa risolvere il problema.

Blue Whale è uno degli esempi più consoni di “horror challenge”, per il quale Philipp Budeikin, l’ideatore, fu condannato in Russia e a cascata in tanti altri Paesi furono arrestati altri “curatori del programma” che diede il via a molti suicidi fra gli adolescenti.

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