Chi fa uso di droghe è immune dal coronavirus? Per ora è solo un’ipotesi

La congettura è partita dal fatto che il tossicodipendente, per sua condizione acquisita, presenti una inabilità iperergica per la quale sembrerebbe essere immune dall’attacco del coronavirus.

Cos’è l’Iperergia

E’ una forma di risposta sproporzionata di un organismo il quale, attivato da stimoli allergici o non, è in grado di compromettere anche sé stesso.

La struttura fisiologica di un tossicomane

Un tossicodipendente, il cui organismo è vessato da un periodo mediamente lungo di assunzione di sostanze stupefacenti e relativi composti chimici che nella stragrande maggioranza dei casi sono sconosciuti, ha una risposta molto blanda sul contesto della reazione infiammatoria.

Il suo sistema immunitario, quindi, diventando più debole rende paradossalmente l’organismo più protetto da quella infiammazione che sfocia come ora sappiamo, in una severa polmonite interstiziale.

La constatazione di Villa Maraini a Roma

In seguito all’assistenza di 623 persone da parte del team di Villa Maraini in collaborazione con la Croce Rossa Italiana nel periodo di marzo e aprile, il fondatore, dottor Massimo Barra, ha affermato che «Non abbiamo avuto la possibilità di fare i tamponi, quindi non possiamo sapere quanti di loro siano asintomatici, ma è noto come non basti contrarre il coronavirus per diventare sintomatici: si deve infatti innescare una reazione immunitaria del paziente, che può essere così violenta da produrre un’infiammazione massiva, responsabile delle conseguenze anche letali dell’infezione»

Il dottore aggiunge che quindi questa è una ipotesi <<tutta da verificare>>

In conclusione

Nei prossimi mesi, quindi, dalla considerazione sul campo del dottor Barra si potrà comprendere o meno se questa scoperta potrà aggiungere un tassello importante allo studio sul covid-19.

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